Eluana – coefficiente di vita e di civiltà
La scienza antropologica, studiando le origini delle aggregazioni umane, fissa la nascita delle civiltà in relazione al culto dei morti e al rinvenimento di resti composti in loculi ospitali e non più smembrati e sparsi in superficie. La salma debitamente accudita rivela sentimenti di rispetto, di organizzazione familiare e sociale fondata su una concezione della vita, tale che persino all’estinguersi di essa, si considerano i resti mortali degni di devozione. Le istituzioni di cimiteri, tombe, mausolei, sarcofagi, necropoli, sono parte integrante della fisionomia delle civiltà perché indicativi del livello di vita dei popoli. La cultura stessa della vita si deduce dai modi con cui si rispettano le membra che l’hanno contenuta e il coefficiente di questa considerazione è misura di civiltà. Ciò è tanto vero quanto invece è segno di regresso la legittimazione di quanto sopprime l’esistenza dando luogo – ad esempio – a concepire la guerra come opportuna soluzione di situazioni contese, ovvero come atto lecito di destinare masse di esseri umani ad uccidere e farsi uccidere per questioni di supremazia politica.


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