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Archivio Giugno 2007

Libertà

28 Giugno 2007 Nessun commento

Da qualche tempo una mamma – vedova – ad ogni vigilia di compleanno diceva al figlioletto: ?Domani è il mio compleanno, tieni i soldi e comprami i fiori?. L?indomani il ragazzino si presentava con i fiori e riceveva bacetti ed elogi ?per il bel pensiero?. Qualcosa non andava e un giorno il bambino rifiutò i soldi. ?Ingrato, disse la mamma, ti ho messo al mondo, faccio sacrifici?nemmeno un fiore??. Ma il giorno dopo il ragazzo si presentò con i fiori; un mazzo più piccolo, ma provocò un trambusto di sentimenti perchè la donna non riusciva a capire quello che poi comprese: suo figlio era libero; chissà come, aveva rimediato dei soldi e aveva fatto il dono di sua iniziativa; prima lo faceva come una marionetta pilotata da lei, ora no, l?azione partiva da lui. Quel giorno quei fiori erano un atto d?amore perché erano un atto di libertà.

L?UOMO, GLI ANGELI E ANCORA LIBERTA? – Gli angeli sono nati prima dell?uomo: anche loro sono passati per la prova della libertà. Alcuni l?hanno superata, altri no.
Dio agisce con forza sovrumana e con amore infinito; crea perché creare è proprio di Dio che è Amore, e l?amore, come sappiamo, è reciprocità di donazione senza limiti, così Dio s?innamora degli angeli come puri spiriti, intelligenze del cielo, e li crea. Quasi per una sfida a Se stesso dice loro: ?Creature angeliche, siate libere nella scelta di amarmi o di negarmi!?. Lucifero è un angelo di luce; appena insignito della libertà la usa per concepire l?ateismo, nega Dio per farsi dio, e subito è l?Inferno. Lucifero non ha chi lo tenta, pecca con tutto il suo essere, la sua è una negazione infinita, e infinito sarà l?odio contro la felicità del Paradiso.
Ma Dio – Potenza creatrice – vuole di più, e crea dal nulla il capolavoro del suo Amore: l?uomo e il suo universo: terra, cielo, acque, animali, piante, Il Creatore dà forma all?immensità della sua sapienza imprimendo alla natura i caratteri della verità, della bontà e della bellezza, tutto per l?uomo, sua immagine e somiglianza. Fa questo perché è Amore, tremendo Amore: ?Adamo, Eva – dice ai Progenitori – anche voi, riscattatevi dall?esser creati, abbiate il merito del vostro esistere, siate liberi nella facoltà di scegliere in armonia con Me o di ribellarvi a ciò che Io sono e che faccio?.
Adamo ed Eva, come gli angeli-dèmoni, falliscono la prova, ma, diversamente dai diavoli, sono passibili di redenzione perché hanno peccato sotto la spinta della tentazione: il serpente è Lucifero, ?Principe della menzogna?. E Dio sapeva che a causa del peccato dei Progenitori si sarebbe fatto uomo fra gli uomini per riscattarli versando il suo sangue; lo ha fatto perché li ama e? perché è Libertà. Per questo l?emblema della rivoluzione dell?Amore è – e sarà – la Croce.

Un giorno Gesù riunisce gli Apostoli e li nomina Vescovi della Chiesa istituita da Lui; Pietro ne è il Capo.
La Chiesa è il luogo di sette incontri fra l?umanità e Dio, dove l?azione di Dio coinvolge l?uomo nella stessa divinità: Battesimo, Cresima, Eucarestìa, Penitenza, Unzione dei malati, Ordine e Matrimonio. In due di essi, Battesimo e Penitenza (confessione) Dio riammette l?uomo alla dignità di figlio persa con il peccato. Il Creatore ci dà Se Stesso nella Chiesa, perché è Dio, e ancora, perché è Amore infinito e Libertà infinita.

Quel giorno quella mamma comprese come il suo bambino si fosse reso libero nel gesto d?amore ragionato da lui stesso, un gesto che aveva ribaltato l?assoggettamento di anni a una commedia. Fu un atto rivoluzionario armato di fiori e sorrisi. Ecco: fiori, gioia di vivere, amore e libertà: questo è il Cristianesimo.

Il Pianerottolo 4

28 Giugno 2007 Nessun commento

Con un po? di umiltà - che è la virtù del vivere in pace – posiamo riconoscere di essere poco, rispetto al molto che potremmo (e dovremmo) essere. L?umiltà dispone a conoscere se stessi nella verità di ciò che si è, per questo è il fondamento della cultura. L?umiltà è anche il cuscinetto che serve a smorzare gli urti con l?ambiente in cui si svolge la nostra vita. A volte quando si desidera stare per fatti propri, ci si imbatte in qualcuno che non ci va a genio, ma intanto sfoderiamo sorrisi di saluto perché è questione di educazione, di spirito di pianerottolo e buon vicinato; ma all?origine c?è un atto di umiltà, una scelta a favore della socievolezza e, diciamolo pure, un prevalere dell?intelligenza sull?ignoranza. Quel sorridere è una porta aperta ai sentimenti, infatti l?amore e l?umiltà vanno sempre insieme. Dunque riconosciamoci ignoranti, colpevolmente ignari di realtà importanti che riguardano questo nostro stare al mondo con un?anima e un corpo da gestire. E?quando ci arrendiamo alla TV o seguiamo le mode o andiamo al seguito della dea comodità, insomma quando, sballottati qua e là, anziché vivere tiriamo a campare, è allora che svicoliamo dal dovere di essere un po? più e un po? meglio di ciò che siamo.

Il lavoro. Importante il lavoro perchè dà un senso alla vita, e poi è guadagno e riempie il tempo. Ma occorre tener presente come la verità sul lavoro vada di pari passo con la verità sull?uomo. Questi è insignito di una natura operativa e per lui lavorare è il modo di esser uomo; la sua strada per realizzarsi, individualmente e socialmente, è il lavoro, non ce n?è altra (chi s?affatica nel lavoro si rende vivo, ed è contento nel riposo che compensa la naturale stanchezza; chi scansa il lavoro è vivo in quanto non morto, ed è afflitto dal tipo di noia dovuta all?assenza di sforzo inventivo).
E l?amore? Se accendiamo il faro dell?amore emergono le anomalie degli eccessi. Uno dei motivi per cui oggi ci si ammazza di lavoro è voler dimenticare le responsabilità primarie: gli affetti, la famiglia, Dio. In famiglia marito e moglie debbono riservarsi momenti esclusivi in cui fanno rivivere le ragioni del loro matrimonio; se mancano quei momenti la convivenza diventa una monotonìa, un meccanismo da rimuovere, al limite adottando quegli sfoghi di sincerità urlata che sono le baruffe tiracapelli. Oggi molte famiglie zoppicano perché al posto del litigio razionale accendono la TV, e intanto reprimono, reprimono?
I figli. Con loro, dall?infanzia fino all?adolescenza si deve parlare, studiare, giocare, questionare, lavorare? Anche lì occorrono i due ingredienti dell?amore: il tempo e la creatività. Il ragazzo (o la ragazza) è nervoso, o è triste, ha la testa per aria, trascura lo studio?. Urge dialogare: padre e madre si impegnano ad aiutarlo a risalire alle cause reali dei suoi stati d?animo, e per far questo con discrezione debbono amarlo molto. Niente TV, niente evasioni, si sta lì anche se costa, non si va a letto: quello è il momento di essere Famiglia.
Il lavoro sì, ma governato dall?amore, così da accorgersi quando occorre interromperlo perché sta invadendo lo spazio destinato ai sentimenti.

Ancora ?Cammino? (n. 30). Questa volta San Josemarìa scuote i giovani, i quali è ora che mettano da parte le paure e si decidano ad accogliere la vita generosamente, con allegria e fiducia in se stessi ! : ?Sei un calcolatore. Non dirmi che sei giovane. La giovinezza dà tutto quello che può; dà se stessa senza misura?.