Archivio

Archivio Febbraio 2007

Il Pianerottolo 2

26 Febbraio 2007 1 commento

?Assoluto? è un vocabolo che sta ad indicare qualcuno o qualcosa che basta a se stessa e che avendo in sé la ragione del suo esistere, non la riceve da nessuno. Quando si dice Assoluto si dice Dio.
?Relativo? è l?opposto di Assoluto; per esso tutto è possibile, non esistono certezze, bisogna dubitare in continuazione??.
Oggi si mette in discussione il nascere, il morire, si ribaltano le leggi di natura che riguardano l?uomo, la donna, la famiglia, l?amore, il sesso? E? il cosiddetto relativismo, il modo di pensare che impone il senso del relativo a tutti gli aspetti della vita e basa la sua consistenza nell?opporsi al senso dell?assoluto che invece ricava la verità di quegli aspetti dal confronto con Dio. Oggi sono di fronte il dubitare e il credere come concezioni globali dell?esistere sul pianeta Terra. Le due concezioni investono naturalmente la cultura, la politica, l?educazione, insomma le istituzioni preposte alla convivenza umana individuale, famigliare e sociale. Qui diciamo subito che il relativismo è causa di una quantità di disgrazie perché fa assurgere a sistema di vita una madornale contraddizione: il relativismo, sostenendo come tutto sia relativo, e come il relativo sia assolutamente da non dubitare, lo assolutizza. A questo punto diventiamo pazzi, perché la ragione scompare di fronte all?assurdo di rendere assoluto ciò che nega l?assoluto, come dire ?la luce è buia? volendo spiegare la luce con il buio che nega la luce.

Comunque il paradosso relativista evidenzia una verità: l?essere umano ha talmente bisogno di Assoluto (di Dio), che se lo nega finisce per assolutizzare qualsiasi cosa, persino il relativo. Se pensiamo a come oggi si mettono sull?altare i soldi, il sesso, lo sport, la fama, il potere?e come a questi idoli si vincola la vita fino a giocarsela o a privarne altri, abbiamo il ritratto dell?uomo relativista, che appena si mette a negare Dio comincia ad adorare ciò che Dio non è. Si noti anche come le idolatrie generino il fanatismo, cioè l?atteggiamento isterico o violento o furioso, capace di inveire bestialmente contro la natura e contro la vita senza rispetto per bambini, anziani e per i beni comuni che caratterizzano la società nel benessere e nella civiltà.

In conclusione l?unico atteggiamento razionale per l?uomo che vuole comprendere se stesso e gli altri chiedendosi onestamente il senso della vita e il significato del suo stare al mondo oggi, al presente, e un domani nell?al di là, è assolutizzare l?Assoluto. O l?uomo si riconosce umilmente creatura di un Creatore o finisce per uscire dalla realtà e passare la vita appresso agli idoli per organizzarsi i surrogati della felicità.

?Ma oggi – si dice – siamo ricchi di tecnologie televideosatellitari, abbiamo la scienza che spiega la vita ??. ?Beh, non saltiamo i passaggi: chi della tecnologia ne fa un idolo passa ben presto dall?usarla all?abusarne e dall?utilità al danno. L?uomo sta dimenticando cosa vuol dire amare, cos? è il dialogo, la famiglia, il valore del sacrificio, il pregio della natura, la felicità conquistata, passa dalle nevrosi alle depressioni e si scava la fossa, inoltre se la tecnologia viene usata da chi moralmente non è all?altezza, diventa strumento di guerra.

Dopo questa denuncia del relativismo risulterà significativo un pensiero di San Josemarìa:

?Difendi la verità con carità e con fermezza, quando ci sono di mezzo le cose di Dio. Esercita la santa sfacciataggine di denunciare gli errori, che a volte sono piccole insidie; altre volte odiose argomentazioni o smaccata ignoranza; e, solitamente, espressione dell?impotenza degli uomini che non possono sopportare la fecondità della parola di Dio? ( ?Forgia? n. 977 ).