Eluana – coefficiente di vita e di civiltà

5 Maggio 2009 Nessun commento

 

La scienza antropologica, studiando le origini delle aggregazioni umane, fissa la nascita delle civiltà in relazione al culto dei morti e al rinvenimento di resti composti in loculi ospitali e non più smembrati e sparsi in superficie. La salma debitamente accudita rivela sentimenti di rispetto, di organizzazione familiare e sociale fondata su una concezione della vita, tale che persino all’estinguersi di essa, si considerano i resti mortali degni di devozione. Le istituzioni di cimiteri, tombe, mausolei, sarcofagi, necropoli, sono parte integrante della fisionomia delle civiltà perché indicativi del livello di vita dei popoli. La cultura stessa della vita si deduce dai modi con cui si rispettano le membra che l’hanno contenuta e il coefficiente di questa considerazione è misura di civiltà. Ciò è tanto vero quanto invece è segno di regresso la legittimazione di quanto sopprime l’esistenza dando luogo – ad esempio – a concepire la guerra come opportuna soluzione di situazioni contese, ovvero come atto lecito di destinare masse di esseri umani ad uccidere e farsi uccidere per questioni di supremazia politica.

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Arte 1

5 Settembre 2007 Nessun commento

A voler puntualizzare i modi con cui con cui l’arte contemporanea si esprime c’è di che perdersi in un ginepraio di esposizioni critiche non sempre comprensibili e spesso insignificanti; ed è anche abbastanza frequente scorgere in questi modi delle matrici politiche ed economiche di natura sensibilmente deviate dalla finalità culturale dell’onesta ricerca estetica.

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Articoli di arte

5 Settembre 2007 Nessun commento

L’amico Giancarlo Scafidi ed io intendiamo imprimere al Blog l’angolatura artistica per favorire l’accesso alle opinioni. I discorsi sull’arte investono, per nessi e connessi, aspetti e concezioni della vita, si articolano su temi attraenti di carattere storico e di valore estetico, si prestano a interpretazioni spirituali, metaforiche e di costume.

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Libertà

28 Giugno 2007 Nessun commento

Da qualche tempo una mamma – vedova – ad ogni vigilia di compleanno diceva al figlioletto: ?Domani è il mio compleanno, tieni i soldi e comprami i fiori?. L?indomani il ragazzino si presentava con i fiori e riceveva bacetti ed elogi ?per il bel pensiero?. Qualcosa non andava e un giorno il bambino rifiutò i soldi. ?Ingrato, disse la mamma, ti ho messo al mondo, faccio sacrifici?nemmeno un fiore??. Ma il giorno dopo il ragazzo si presentò con i fiori; un mazzo più piccolo, ma provocò un trambusto di sentimenti perchè la donna non riusciva a capire quello che poi comprese: suo figlio era libero; chissà come, aveva rimediato dei soldi e aveva fatto il dono di sua iniziativa; prima lo faceva come una marionetta pilotata da lei, ora no, l?azione partiva da lui. Quel giorno quei fiori erano un atto d?amore perché erano un atto di libertà.

L?UOMO, GLI ANGELI E ANCORA LIBERTA? – Gli angeli sono nati prima dell?uomo: anche loro sono passati per la prova della libertà. Alcuni l?hanno superata, altri no.
Dio agisce con forza sovrumana e con amore infinito; crea perché creare è proprio di Dio che è Amore, e l?amore, come sappiamo, è reciprocità di donazione senza limiti, così Dio s?innamora degli angeli come puri spiriti, intelligenze del cielo, e li crea. Quasi per una sfida a Se stesso dice loro: ?Creature angeliche, siate libere nella scelta di amarmi o di negarmi!?. Lucifero è un angelo di luce; appena insignito della libertà la usa per concepire l?ateismo, nega Dio per farsi dio, e subito è l?Inferno. Lucifero non ha chi lo tenta, pecca con tutto il suo essere, la sua è una negazione infinita, e infinito sarà l?odio contro la felicità del Paradiso.
Ma Dio – Potenza creatrice – vuole di più, e crea dal nulla il capolavoro del suo Amore: l?uomo e il suo universo: terra, cielo, acque, animali, piante, Il Creatore dà forma all?immensità della sua sapienza imprimendo alla natura i caratteri della verità, della bontà e della bellezza, tutto per l?uomo, sua immagine e somiglianza. Fa questo perché è Amore, tremendo Amore: ?Adamo, Eva – dice ai Progenitori – anche voi, riscattatevi dall?esser creati, abbiate il merito del vostro esistere, siate liberi nella facoltà di scegliere in armonia con Me o di ribellarvi a ciò che Io sono e che faccio?.
Adamo ed Eva, come gli angeli-dèmoni, falliscono la prova, ma, diversamente dai diavoli, sono passibili di redenzione perché hanno peccato sotto la spinta della tentazione: il serpente è Lucifero, ?Principe della menzogna?. E Dio sapeva che a causa del peccato dei Progenitori si sarebbe fatto uomo fra gli uomini per riscattarli versando il suo sangue; lo ha fatto perché li ama e? perché è Libertà. Per questo l?emblema della rivoluzione dell?Amore è – e sarà – la Croce.

Un giorno Gesù riunisce gli Apostoli e li nomina Vescovi della Chiesa istituita da Lui; Pietro ne è il Capo.
La Chiesa è il luogo di sette incontri fra l?umanità e Dio, dove l?azione di Dio coinvolge l?uomo nella stessa divinità: Battesimo, Cresima, Eucarestìa, Penitenza, Unzione dei malati, Ordine e Matrimonio. In due di essi, Battesimo e Penitenza (confessione) Dio riammette l?uomo alla dignità di figlio persa con il peccato. Il Creatore ci dà Se Stesso nella Chiesa, perché è Dio, e ancora, perché è Amore infinito e Libertà infinita.

Quel giorno quella mamma comprese come il suo bambino si fosse reso libero nel gesto d?amore ragionato da lui stesso, un gesto che aveva ribaltato l?assoggettamento di anni a una commedia. Fu un atto rivoluzionario armato di fiori e sorrisi. Ecco: fiori, gioia di vivere, amore e libertà: questo è il Cristianesimo.

Il Pianerottolo 4

28 Giugno 2007 Nessun commento

Con un po? di umiltà - che è la virtù del vivere in pace – posiamo riconoscere di essere poco, rispetto al molto che potremmo (e dovremmo) essere. L?umiltà dispone a conoscere se stessi nella verità di ciò che si è, per questo è il fondamento della cultura. L?umiltà è anche il cuscinetto che serve a smorzare gli urti con l?ambiente in cui si svolge la nostra vita. A volte quando si desidera stare per fatti propri, ci si imbatte in qualcuno che non ci va a genio, ma intanto sfoderiamo sorrisi di saluto perché è questione di educazione, di spirito di pianerottolo e buon vicinato; ma all?origine c?è un atto di umiltà, una scelta a favore della socievolezza e, diciamolo pure, un prevalere dell?intelligenza sull?ignoranza. Quel sorridere è una porta aperta ai sentimenti, infatti l?amore e l?umiltà vanno sempre insieme. Dunque riconosciamoci ignoranti, colpevolmente ignari di realtà importanti che riguardano questo nostro stare al mondo con un?anima e un corpo da gestire. E?quando ci arrendiamo alla TV o seguiamo le mode o andiamo al seguito della dea comodità, insomma quando, sballottati qua e là, anziché vivere tiriamo a campare, è allora che svicoliamo dal dovere di essere un po? più e un po? meglio di ciò che siamo.

Il lavoro. Importante il lavoro perchè dà un senso alla vita, e poi è guadagno e riempie il tempo. Ma occorre tener presente come la verità sul lavoro vada di pari passo con la verità sull?uomo. Questi è insignito di una natura operativa e per lui lavorare è il modo di esser uomo; la sua strada per realizzarsi, individualmente e socialmente, è il lavoro, non ce n?è altra (chi s?affatica nel lavoro si rende vivo, ed è contento nel riposo che compensa la naturale stanchezza; chi scansa il lavoro è vivo in quanto non morto, ed è afflitto dal tipo di noia dovuta all?assenza di sforzo inventivo).
E l?amore? Se accendiamo il faro dell?amore emergono le anomalie degli eccessi. Uno dei motivi per cui oggi ci si ammazza di lavoro è voler dimenticare le responsabilità primarie: gli affetti, la famiglia, Dio. In famiglia marito e moglie debbono riservarsi momenti esclusivi in cui fanno rivivere le ragioni del loro matrimonio; se mancano quei momenti la convivenza diventa una monotonìa, un meccanismo da rimuovere, al limite adottando quegli sfoghi di sincerità urlata che sono le baruffe tiracapelli. Oggi molte famiglie zoppicano perché al posto del litigio razionale accendono la TV, e intanto reprimono, reprimono?
I figli. Con loro, dall?infanzia fino all?adolescenza si deve parlare, studiare, giocare, questionare, lavorare? Anche lì occorrono i due ingredienti dell?amore: il tempo e la creatività. Il ragazzo (o la ragazza) è nervoso, o è triste, ha la testa per aria, trascura lo studio?. Urge dialogare: padre e madre si impegnano ad aiutarlo a risalire alle cause reali dei suoi stati d?animo, e per far questo con discrezione debbono amarlo molto. Niente TV, niente evasioni, si sta lì anche se costa, non si va a letto: quello è il momento di essere Famiglia.
Il lavoro sì, ma governato dall?amore, così da accorgersi quando occorre interromperlo perché sta invadendo lo spazio destinato ai sentimenti.

Ancora ?Cammino? (n. 30). Questa volta San Josemarìa scuote i giovani, i quali è ora che mettano da parte le paure e si decidano ad accogliere la vita generosamente, con allegria e fiducia in se stessi ! : ?Sei un calcolatore. Non dirmi che sei giovane. La giovinezza dà tutto quello che può; dà se stessa senza misura?.

Pianerottolo 3

23 Aprile 2007 Nessun commento

LIBERTA? – Da qualche tempo una mamma – vedova – ad ogni vigilia di compleanno diceva al figlioletto: ?Domani è il mio compleanno, tieni i soldi e comprami i fiori?. L?indomani il ragazzino si presentava con i fiori e riceveva bacetti ed elogi ?per il bel pensiero?. Qualcosa non andava e un giorno il bambino rifiutò i soldi. ?Ingrato, disse la mamma, ti ho messo al mondo, faccio sacrifici?nemmeno un fiore??. Ma il giorno dopo il ragazzo si presentò con i fiori; un mazzo più piccolo, ma provocò un trambusto di sentimenti perchè la donna non riusciva a capire quello che poi comprese: suo figlio era libero; chissà come, aveva rimediato dei soldi e aveva fatto il dono di sua iniziativa; prima lo faceva come una marionetta pilotata da lei, ora no, l?azione partiva da lui. Quel giorno quei fiori erano un atto d?amore perché erano un atto di libertà.

L?UOMO, GLI ANGELI E ANCORA LIBERTA? - Gli angeli sono nati prima dell?uomo: anche loro sono passati per la prova della libertà. Alcuni l?hanno superata, altri no.
Dio agisce con forza sovrumana e con amore infinito; crea perché creare è proprio di Dio che è Amore, e l?amore, come sappiamo, è reciprocità di donazione senza limiti, così Dio s?innamora degli angeli come puri spiriti, intelligenze del cielo, e li crea. Quasi per una sfida a Se stesso dice loro: ?Creature angeliche, siate libere nella scelta di amarmi o di negarmi!?. Lucifero è un angelo di luce; appena insignito della libertà la usa per concepire l?ateismo, nega Dio per farsi dio, e subito è l?Inferno. Lucifero non ha chi lo tenta, pecca con tutto il suo essere, la sua è una negazione infinita, e infinito sarà l?odio contro la felicità del Paradiso.
Ma Dio – Potenza creatrice - vuole di più, e crea dal nulla il capolavoro del suo Amore: l?uomo e il suo universo: terra, cielo, acque, animali, piante, Il Creatore dà forma all?immensità della sua sapienza imprimendo alla natura i caratteri della verità, della bontà e della bellezza, tutto per l?uomo, sua immagine e somiglianza. Fa questo perché è Amore, tremendo Amore: ?Adamo, Eva - dice ai Progenitori – anche voi, riscattatevi dall?esser creati, abbiate il merito del vostro esistere, siate liberi nella facoltà di scegliere in armonia con Me o di ribellarvi a ciò che Io sono e che faccio?.
Adamo ed Eva, come gli angeli-dèmoni, falliscono la prova, ma, diversamente dai diavoli, sono passibili di redenzione perché hanno peccato sotto la spinta della tentazione: il serpente è Lucifero, ?Principe della menzogna?. E Dio sapeva che a causa del peccato dei Progenitori si sarebbe fatto uomo fra gli uomini per riscattarli versando il suo sangue; lo ha fatto perché li ama e? perché è Libertà. Per questo l?emblema della rivoluzione dell?Amore è – e sarà – la Croce.

Un giorno Gesù riunisce gli Apostoli e li nomina Vescovi della Chiesa istituita da Lui; Pietro ne è il Capo.
La Chiesa è il luogo di sette incontri fra l?umanità e Dio, dove l?azione di Dio coinvolge l?uomo nella stessa divinità: Battesimo, Cresima, Eucarestìa, Penitenza, Unzione dei malati, Ordine e Matrimonio. In due di essi, Battesimo e Penitenza (confessione) Dio riammette l?uomo alla dignità di figlio persa con il peccato. Il Creatore ci dà Se Stesso nella Chiesa, perché è Dio, e ancora, perché è Amore infinito e Libertà infinita.
Quel giorno quella mamma comprese come il suo bambino si fosse reso libero nel gesto d?amore ragionato da lui stesso, un gesto che aveva ribaltato l?assoggettamento di anni a una commedia. Fu un atto rivoluzionario armato di fiori e sorrisi. Ecco: fiori, gioia di vivere, amore e libertà: questo è il Cristianesimo.

Il Pianerottolo 2

26 Febbraio 2007 1 commento

?Assoluto? è un vocabolo che sta ad indicare qualcuno o qualcosa che basta a se stessa e che avendo in sé la ragione del suo esistere, non la riceve da nessuno. Quando si dice Assoluto si dice Dio.
?Relativo? è l?opposto di Assoluto; per esso tutto è possibile, non esistono certezze, bisogna dubitare in continuazione??.
Oggi si mette in discussione il nascere, il morire, si ribaltano le leggi di natura che riguardano l?uomo, la donna, la famiglia, l?amore, il sesso? E? il cosiddetto relativismo, il modo di pensare che impone il senso del relativo a tutti gli aspetti della vita e basa la sua consistenza nell?opporsi al senso dell?assoluto che invece ricava la verità di quegli aspetti dal confronto con Dio. Oggi sono di fronte il dubitare e il credere come concezioni globali dell?esistere sul pianeta Terra. Le due concezioni investono naturalmente la cultura, la politica, l?educazione, insomma le istituzioni preposte alla convivenza umana individuale, famigliare e sociale. Qui diciamo subito che il relativismo è causa di una quantità di disgrazie perché fa assurgere a sistema di vita una madornale contraddizione: il relativismo, sostenendo come tutto sia relativo, e come il relativo sia assolutamente da non dubitare, lo assolutizza. A questo punto diventiamo pazzi, perché la ragione scompare di fronte all?assurdo di rendere assoluto ciò che nega l?assoluto, come dire ?la luce è buia? volendo spiegare la luce con il buio che nega la luce.

Comunque il paradosso relativista evidenzia una verità: l?essere umano ha talmente bisogno di Assoluto (di Dio), che se lo nega finisce per assolutizzare qualsiasi cosa, persino il relativo. Se pensiamo a come oggi si mettono sull?altare i soldi, il sesso, lo sport, la fama, il potere?e come a questi idoli si vincola la vita fino a giocarsela o a privarne altri, abbiamo il ritratto dell?uomo relativista, che appena si mette a negare Dio comincia ad adorare ciò che Dio non è. Si noti anche come le idolatrie generino il fanatismo, cioè l?atteggiamento isterico o violento o furioso, capace di inveire bestialmente contro la natura e contro la vita senza rispetto per bambini, anziani e per i beni comuni che caratterizzano la società nel benessere e nella civiltà.

In conclusione l?unico atteggiamento razionale per l?uomo che vuole comprendere se stesso e gli altri chiedendosi onestamente il senso della vita e il significato del suo stare al mondo oggi, al presente, e un domani nell?al di là, è assolutizzare l?Assoluto. O l?uomo si riconosce umilmente creatura di un Creatore o finisce per uscire dalla realtà e passare la vita appresso agli idoli per organizzarsi i surrogati della felicità.

?Ma oggi – si dice – siamo ricchi di tecnologie televideosatellitari, abbiamo la scienza che spiega la vita ??. ?Beh, non saltiamo i passaggi: chi della tecnologia ne fa un idolo passa ben presto dall?usarla all?abusarne e dall?utilità al danno. L?uomo sta dimenticando cosa vuol dire amare, cos? è il dialogo, la famiglia, il valore del sacrificio, il pregio della natura, la felicità conquistata, passa dalle nevrosi alle depressioni e si scava la fossa, inoltre se la tecnologia viene usata da chi moralmente non è all?altezza, diventa strumento di guerra.

Dopo questa denuncia del relativismo risulterà significativo un pensiero di San Josemarìa:

?Difendi la verità con carità e con fermezza, quando ci sono di mezzo le cose di Dio. Esercita la santa sfacciataggine di denunciare gli errori, che a volte sono piccole insidie; altre volte odiose argomentazioni o smaccata ignoranza; e, solitamente, espressione dell?impotenza degli uomini che non possono sopportare la fecondità della parola di Dio? ( ?Forgia? n. 977 ).

Il Pianerottolo n.1

10 Gennaio 2007 Nessun commento

Foglio culturale periodico a cura di Marchesini – Scafidi

Il dialogo fra due ?Io? ovvero la riflessione di sé con se stesso –
Primo ?Io? : ?Ma allora ?sta libertà cos?è ? Se fare ciò che mi pare non è libertà, anzi è la peggiore schiavitù, allora cos?è ?sta voglia di uscire da tanti obblighi di lavoro, di orari, di studio, di comportamenti, per essere come voglio e come mi piace? e perché dev?essere schiavitù seguire le attrazioni lecite??.
Secondo ?Io? : ?Perché sei cresciuto, e quando un adulto fa il bambino con l?erba voglio vuol dire che è un cretino. Ragiona: Se ti piace la macchina nuova te la compri perché sei libero, poi sei attratto da una più grande, poi ti piace la barca a motore, la casa in campagna e il vestito firmato; non vuoi rinunciare perché sei libero, e se qualcuno ti ostacola ti arrabbi??.
Il Primo ?Io? : ?Cose lecite no? Mica desidero la roba d?altri o la donna d?altri! La libertà è volere cose lecite?. Secondo ?Io? : Eh già, perché le cose lecite le cogli dagli alberi! La fuoriserie, il vestito, la villa eccetera, tutta roba che costa; per essere liberi come te intendi ci vuole una barca di soldi, e sempre di più quando ti suggestioni che non puoi fare a meno di questo e di quello. Si fa presto a crearsi esigenze! Guarda in che razza d?inganno ti vai a cacciare: più fai ciò che ti piace per essere libero e più diventi schiavo dei soldi, così per seguire una libertà apparente finisci per accettare una schiavitù reale?.
Primo?Io? : Ho capito: la libertà non esiste?. Secondo ?Io? : ?Esiste, esiste: la libertà è un vivere secondo natura senza mai evadere le sue leggi. Tieni a mente che abbiamo un?intelligenza per gestire il corpo e organizzare i sensi: chi mangia troppo ingrassa, non vorrebbe, ma ingrassa; chi beve troppo si ubriaca, non vorrebbe, ma si ubriaca; la donna si accoppia e rimane incinta, non vorrebbe, ma il figlio c?è; per eliminarlo bisogna uccidere, e questa è una bestialità; tutti prima o poi moriamo e la cosa non ci aggrada, ma la natura è così, è sempre uguale a se stessa; questa nostra natura, caro mio, è un miracolo di perfezione perché l?ha creata Dio, se l?uomo la manipola agisce contronatura cioè contro se stesso.
Primo Io : ?Ma ?ste leggi??.
Secondo Io : ?Sono i Dieci Comandamenti, i primi tre che richiamano l?amore a Dio – Non avrai altro Dio all?infuori di Me; Non nominare il nome di Dio invano; Ricordati di santificare le feste – gli altri sette richiamano l?amore al prossimo – Onora il padre e la Madre; Non uccidere; Non commettere atti impuri; Non rubare; Non mentire; Non desiderare la donna d?altri; Non desiderare la roba d?altri?- qui dentro, sebbene i Comandamenti richiedano sacrificio, c?è l?identità dell?uomo, non solo libero, ma anche felice perché realizza in sé (con libera scelta) le qualità umane come la natura le vuole?.
Primo Io ?Parla chiaro, che sono ?ste qualità ? ?
Secondo Io : ?Lo sai benissimo: intelligenza, volontà, capacità di amare, e poi dignità, signorilità, lealtà, coraggio e? si, insomma, gioia di vivere?.
Primo Io ?Amore a Dio e amore al prossimo: gira e rigira anche la libertà è questione di amore?.
Secondo Io: Meno male che l?hai capito: Dio è Amore, infatti: con amore ci ha creati e per amore – andando in croce – ci ha riconquistato la libertà dopo che Adamo ed Eva se l?erano giocata con la ribellione. E poiché la nostra natura è immagine di Dio, siamo destinati ad amare; per essere liberi, realizzati e felici non ci resta che amare; altri atteggiamenti sono tentativi di essere qualcosa; tutti deludenti, tutti preamboli di tristezza, noia e depressione.

San Josemarìa Escrivà , ?Cammino? n. 630 : ?Non lo dimenticare: possiede di più chi ha meno bisogni. Non crearti esigenze?.
Gesù : Vangelo di San Giovanni (8-32) :?La verità vi farà liberi?.